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Il ruolo della compagnia del vettore in caso di danno al trasportato, il punto sull’importante sentenza della Corte di Cassazione

MILANO – Il caso affrontato dalla Suprema Corte trae origine da un sinistro occorso tra due auto; nella prima viaggiavano quattro persone delle quali due, conducente e un trasportato, decedettero mentre i rimanenti due trasportati riportarono, in seguito all’incidente, delle lesioni. L’altro veicolo coinvolto invece, aveva a bordo il solo conducente, il quale risultò incolume dal sinistro. In ragione del fatto occorso, la compagnia del conducente rimasto incolume convenne in giudizio i danneggiati ex art. 140 Cod. Ass. mettendo a disposizione il massimale assicurativo, mentre i trasportati sopravvissuti così come gli eredi del deceduto citarono in giudizio la Compagnia del vettore, ai sensi dell’art. 141 Cod. Ass.
In primo grado la compagnia del conducente incolume venne condannata al risarcimento dei danneggiati in misura pari all’80% mentre, diversamente, la compagnia del vettore defunto venne condannata per il rimanente 20%.
In secondo grado la pronuncia venne modificata e, accertata l’integrale responsabilità nella causazione del sinistro in capo al conducente sopravvissuto, la Corte d’Appello condannò la compagnia del conducente incolume a risarcire tutti i danneggiati e, specularmente, la compagnia del vettore defunto venne condannata a risarcire i trasportati sopravvissuti e i congiunti del trasportato defunto.
Fronte alla complessa vicenda processuale sopra riassunta per sommi capi, la tematica che è stata devoluta alla Suprema Corte verte sull’interpretazione dell’art. 141 Cod.Ass., di concerto con il disposto di cui all’art. 140 Cod.Ass., al fine di comprendere se la compagnia del vettore sia tenuta a risarcire i trasportati anche qualora sia stato processualmente acclarato che il conducente-vettore non abbia avuto alcuna responsabilità nella causazione del sinistro.
Su questo piano si confrontano due paradigmi interpretativi dell’art. 141 cit.; secondo un primo orientamento la compagnia del vettore è sempre responsabile del risarcimento del trasportato salvo il caso fortuito inteso, quest’ultimo, come comprensivo di soli eventi naturali imprevedibili e non anche di condotte umane. Sulla base di questo orientamento si configura, in sostanza, una presunzione di responsabilità in capo alla compagnia del vettore, comunemente definita “no fault”; i sostenitori di tale impostazione, fanno espressamente leva sul passaggio dell’art. 141 Cod. Ass. in cui si prevede che l’indennizzo parrebbe operare “a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro”.
Secondo un contrapposto orientamento, invece, la categoria giuridica del caso fortuito sarebbe comprensiva anche delle condotte umane, con il che il vettore dovrebbe sempre avere una quota di responsabilità nel contesto del sinistro, perché la sua compagnia risulti obbligata a risarcire il trasportato. Specularmente a quanto osservato in merito al primo orientamento, in questo distinto contesto i sostenitori dell’esposta teoria fanno specifico riferimento al passaggio dell’art. 141 cod.ass. in cui si legge “salvo l’ipotesi di sinistro cagionato da caso fortuito”.
Si comprende dunque che le opposte paradigmatiche si contrappongono anche sul piano letterale della norma più volte citata, facendo specularmente leva su diversi passaggi e legittimando quindi l’insorgere di una questione circa la presunta contraddizione del dettato legislativo di cui all’art. 141 Cod. Ass..
I Giudici della Suprema Corte si sono pertanto trovati nella condizione di dover sciogliere l’alternativa costituita dai predetti orientamenti, dovendo quindi affrontare un duplice tema. L’avallo di uno piuttosto che dell’altro orientamento di cui sopra si è fatta menzione, passava, infatti, non solo per l’accezione con cui si intendeva accogliere il concetto di caso fortuito, ma anche l’inciso, riportato dalla norma dell’art. 141 Cod. Ass., secondo cui parrebbe che al di fuori del caso fortuito l’obbligo risarcitorio della Compagnia del vettore sussista “a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro”. Sul tema del caso fortuito la Corte di Cassazione ha aderito all’orientamento prevalente, secondo il quale il concetto in esame non esclude le condotte umane, comprendendo pertanto anche il comportamento del conducente di altro veicolo ed escludendo già di principio, per l’effetto, ogni tesi orientata all’oggettivizzazione della responsabilità della compagnia del vettore, ciò per creare un equo contemperamento degli interessi tra il trasportato e l’assicuratore del vettore.
Sottolinea la Corte di Cassazione che, laddove il “legislatore avesse inteso oggettivizzare la responsabilità dell’assicuratore del vettore, sarebbe stato logico – e più che mai per l’incipit sul caso fortuito – che l’inciso fosse stato: “a prescindere dall’accertamento della responsabilità del conducente””, invece è stata scelta una diversa formula.
L’inciso secondo cui, invece, l’obbligo risarcitorio della Compagnia del vettore sussiste “a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti” è stato inteso dalla Suprema Corte come prettamente valevole sotto il profilo processuale; in altri termini, nel momento in cui il caso fortuito è da ritenersi escluso nel caso concreto, “non emergendo che il legislatore abbia derogato all’ordinario paradigma dell’onere probatorio del caso fortuito, l’attore/trasportato non ha alcun onere di prova al riguardo, perché sarebbe altrimenti gravato di una prova negativa – cioè di provare che non esiste il caso fortuito per dimostrare che esiste la responsabilità del convenuto”.
Ne deriva quindi la massima secondo cui “l’art. 141 Cod. Ass., in conseguenza del riferimento al caso fortuito – nella giuridica accezione inclusiva di condotte umane – come limite all’obbligo risarcitorio dell’assicuratore del vettore verso il trasportato danneggiato nel sinistro, richiede che il vettore sia almeno corresponsabile del sinistro quale presupposto della condanna risarcitoria del suo assicuratore; una volta accertato l’an della responsabilità del vettore, non occorre accertare quale sia la misura di responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti, dovendo comunque l’assicuratore del vettore risarcire in toto il trasportato, salva eventuale rivalsa verso l’assicuratore di altro corresponsabile o di altri corresponsabili della causazione del sinistro”.
La massima in commento sintetizza quindi la ricostruzione interpretativa che la Suprema Corte ha reso in merito all’art. 141 Cod. Ass., precisando altresì che l’istituto della rivalsa sarà direttamente funzionale, in caso di responsabilità del vettore, a recuperare da parte dell’assicurazione di quest’ultimo, la quota di indennizzo versata e facente più diretto riferimento alla responsabilità del danneggiante corresponsabile.
Avv. Giovanni Nosengo

OGGETTO: Legge di bilancio per il 2020 ( l. 27/12/2019 n. 160) – Novità relative alla detraibilità del premio di assicurazione

La legge di bilancio per il 2020 ( l. 27/12/2019 n. 160), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2019 non consente più la detraibilità del 19% del premio di assicurazione, se rilevante ai fini della detrazione dalla imposta sul reddito delle persone fisiche, qualora il pagamento sia effettuato in contanti.

Ai fini della detraibilità del premio (art. 1 commi 679 – 680) è quindi necessario che il contraente:

  • effettui il pagamento tramite bonifico bancario o postale od altro sistema di pagamento tracciabile tra cui carte di debito, carte di credito,  carte di credito prepagate, assegni bancari, assegni circolari;
  • conservi la prova del pagamento unitamente alla copia della polizza e della quietanza.

Si ricorda inoltre che con la stessa legge di bilancio (art. 1 comma 629) è stato introdotto un ulteriore vincolo al calcolo dell’importo detraibile, come segue:

  • per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 Euro la detrazione del 19% spetta in misura proporzionale – commisurata al rapporto tra 240.000 Euro, diminuito del reddito complessivo e 120.000 Euro.
  • per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 240.000 Euro la detrazione del 19% è preclusa.

Precisazioni circa l’esposizione del contrassegno R.C.Auto

Siccome nonostante siano ormai passati vari anni dall’entrata in vigore del D.L. che eliminava l’obbligo di esporre sul veicolo il contrassegno di assicurazione che veniva consegnato all’assicurato unitamente al certificato di assicurazione, continuiamo a rilevare dubbi ed incertezze sulla materia, riteniamo di fare cosa gradita ai nostri clienti rendendo disponibile la circolare del Ministero dell’Interno che già a suo tempo faceva definitivamente chiarezza sull’argomento.

 

Le biciclette potranno circolare sulle corsie riservate ai bus, avranno linee di arresto agli incroci e saranno previsti portabiciclette sugli autobus

Le biciclette potranno circolare sulle strade adibite a servizi pubblici di trasporto, saranno previste strutture portabiciclette sugli autobus e verrà introdotta la linea di arresto prima degli incroci e dei semafori. "La linea di arresto avanzata, denominata ‘casa avanzata’, puo’ essere – si legge nel testo base – realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o eguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare".

Ed ancora: "si prevede che, al di fuori dei centri abitati, le ordinanze dell’ente proprietario della strada possano riservare a determinate categorie di veicoli, anche con guida di rotaie, o a veicoli destinati a determinati usi, non solo corsie, anche protette (come attualmente previsto), ma anche strade".

Aumento delle sanzioni per la sosta sugli spazi riservati ai disabili

L’inasprimento delle sanzioni riguarderà anche chi sosta sugli spazi riservati ai disabili o parcheggia sui marciapiedi.
E’ infatti previsto sia una aumento delle sanzioni amministrative che sostanzialmente raddoppieranno, passando infatti da un minimo di 161 € (a fronte degli 85 attuali) ad un massimo di 647 € (anziché i 334 di oggi) per le autovetture e dagli attuali 40-164 € a 80-328 € per i ciclomotori.
Per chi sosta sugli spazi destinati ai disabili è inoltre previsto un aumento della decurtazione dei punti (da due a quattro).
E’ infine prevista anche una decurtazione di 2 punti per la sosta su spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici.

Stangata per l’utilizzo di cellulari e smartphone mentre si è alla guida

Come annunciato in uno dei post precedenti, a partire da questo andremo più nello specifico delle principali modifiche che si prevedono al Codice della strada.

La novità principale tra quelle in discussione è senz’altro quella che riguarda il divieto per chi guida di usare "smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento della mani dal volante".
La svolta riguarda così soprattutto l’inasprimento delle sanzioni.
Per la prima violazione la sanzione amministrativa pecuniaria attualmente prevista (da 161 a 647 €) viene infatti innalzata ad una somma compresa tra i 422 ed i 1697 € e viene introdotta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 7 giorni a due mesi.

Nel caso in cui il trasgressore "compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio, viene introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 422 a euro 1697, che si aggiunge alla già prevista sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi". Viene raddoppiata pure la decurtazione dei punti patente (da 5 a 10 punti).

Quali sono le novità più importanti previste dalla riforma del Codice della strada?

Rimandando ad una serie di post che pubblicheremo nei prossimi giorni gli approfondimenti su ciascuno degli 11 articoli in cui è suddiviso il Testo unificato delle modifiche al Codice della strada, ecco un elenco delle principali novità contenute nel documento in questi giorni all’esame dei gruppi parlamentari:

  1. Stretta all’uso di cellulare e smartphone alla guida
  2. Aumento delle sanzioni per la sosta negli spazi riservati ai disabili
  3. Via libera ai 125 su autostrade e tangenziali
  4. Abolito l’obbligo di uso diurno delle luci di posizione e degli anabbaglianti.
  5. Capitolo “biciclette”
  6. Introduzione dei parcheggi ‘rosa’
  7. Possibilità di trasportare un accompagnatore sulle ambulanze
  8. Parcheggi gratis per le vetture dei disabili
  9. Nella segnaletica stradale arrivano i messaggi sociali e di sensibilizzazione.
  10. Nuove norme per dimostrare l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope
  11. Obbligo per gli enti locali di comunicare la destinazione dei proventi delle multe
  12. Validità del foglio rosa estesa da 6 a 12 mesi
  13. Modifica alla normativa relativa le sanzioni amministrative per i veicoli immatricolati all’estero
  14. Il giallo al semaforo durerà almeno 5 secondi
  15. Anche ciclomotori e macchine agricole diventano veicoli d’epoca
  16. Modifica dei requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali
  17. Per i veicoli a quattro ruote destinati al trasporto di merci si introducono sistemi per la guida assistita.
  18. I veicoli della Croce rossa, della protezione civile e quelli delle associazioni di volontariato a carattere nazionale non pagheranno più i pedaggi autostradali
  19. Stretta sulla circolazione di veicoli eccezionali
  20. Non verranno più comunicate le variazioni di punti sulla patente
  21. Modifica degli obblighi del proprietario in caso di mancata identificazione del conducente responsabile di una violazione
  22. Casi in cui non è necessaria la contestazione immediata delle violazioni al codice della strada

 

Arrivano tempi duri per i trasgressori del codice della strada; cosa prevede la riforma targata Lega-M5S?

Siccome le novità contenute nella proposta di Testo unificato di modifiche al Codice della strada concordate tra M5S e lega ed inviato dalla commissione Trasporti della Camera ai gruppi parlamentari la scorsa settimana, se approvate, avranno un significativo impatto sulla vita di tutti noi, abbiamo deciso di riassumerle ad uso dei nostri Clienti e di seguirne l’iter parlamentare.

Sembra infatti che questa volta, dopo il gran parlare fatto anche in questi ultimi mesi (ricorderete certamente le esternazioni dei nostri politici sull’innalzamento a 150 km/h del limite di velocità in autostrada o sul divieto di fumare mentre si è alla guida!), si siano create tutte le condizioni per modificare una legge che risale al 1992.

Già prima di Pasqua il Comitato ristretto della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati dovrebbe infatti produrre il testo base della nuova legge che, una volta inviato a tutti i gruppi parlamentari, approderà nel mese di maggio nell’Aula di Montecitorio, mentre dalla Commissione Trasporti della Camera dovrebbe a breve giungere la legge delega del governo per una semplificazione delle norme.

Seguite quindi attentamente i post pubblicati nella sezione News del nostro sito se volete essere puntualmente informati in merito. Stay tuned!

Per i giudici europei tutti i veicoli immatricolati e idonei alla circolazione sono soggetti all’obbligo assicurativo

L’obbligo di assicurare i veicoli di proprietà regolarmente immatricolati e idonei a circolare vale anche se il proprietario non ha più intenzione di porli in circolazione e li parcheggi in un’area privata. La Corte di Giustizia europea (sentenza del 4 settembre 2018 C- 80/17) in seduta plenaria (la Corte si riunisce in grande sezione quando lo richiede uno Stato membro o un’istituzione parte della causa, nonché per trattare cause particolarmente complesse o importanti) ha affermato due rilevanti principi:
1) è obbligatoria la copertura assicurativa del veicolo immatricolato e idoneo a circolare che stazioni su un’area privata, per sola scelta del suo proprietario, che non ha più intenzione di guidarlo;
2) nel caso in cui tale veicolo sia posto in circolazione e causi un incidente il Fondo vittime della strada può agire in regresso anche nei confronti del proprietario del veicolo.
Il caso: la proprietaria di un autoveicolo immatricolato in Portogallo, avendo cessato di guidarlo per problemi di salute, lo aveva parcheggiato nel cortile di casa senza tuttavia avviare le pratiche di ritiro ufficiale dello stesso dalla circolazione e senza stipulare alcuna polizza di responsabilità civile. Il figlio, però, lo poneva in circolazione, senza l’autorizzazione della madre e a sua insaputa, e uscito di strada, provocava il decesso del conducente nonché di altre due persone che si trovavano a bordo del veicolo come passeggeri. Gli aventi causa dei passeggeri del veicolo ottenevano il ristoro per i danni derivanti dall’incidente dal Fondo vittime della strada, che poi conveniva in giudizio la proprietaria per rivalersi nei suoi confronti delle somme sborsate.
La sentenza: sebbene la decisione della Corte sia vincolante per il solo giudice portoghese che l’ha richiesta, il quale potrà disapplicare la norma interna (simile a quella italiana in materia) che contrasta con l’interpretazione data dalla Corte europea al diritto dell’Unione (nel caso di specie contenuto nelle Dir. 72/166/CEE, 84/5/CEE e 2005/14/CE), nel risolvere il caso concreto, avrà delle ripercussioni anche sul sistema italiano (è da supporre, ad esempio, che la decisione possa spingere le compagnie a riscrivere la disciplina della "sospensione" della copertura Rcauto).
Avv. Pasquale Santoro
per SNAchannel

 

Le nuove tecnologie in dotazione alle forze dell’ordine permettono di ridurre il numero di autovetture non in regola con l’assicurazione

«Le nuove tecnologie di cui sono dotate le forze dell’ordine – spiega il presidente provinciale dello Sna (Sindacato nazionale agenti di assicurazione) Elena Dragoni (foto) – hanno permesso di ridurre il numero di autovetture non in regola con l’assicurazione. Che, tuttavia, restano sempre troppe». Il danno è su più fronti: «Fiscale – continua Dragoni – perché chi non paga l’assicurazione evade il fisco, una parte del premio infatti va allo Stato, e sociale, dal momento che chi guida una vettura non assicurata rischia di vedersi sequestrare il veicolo e di rispondere, in caso di incidente, dei danni provocati alle persone e alle cose». La vera vittima è chi rimane coinvolto in un incidente causato da un automobilista alla guida di una vettura non in regola con l’assicurazione. «Ottenere un indennizzo è molto più lungo e complicato», conclude Dragoni.

 

DRAGONI ASSICURAZIONI di Dragoni Elena & C. s.a.s.
AGENZIA PLURIMANDATARIA

Via Garibaldi 85 – 27049 Stradella (PV)
Tel: 0385 783270 – Fax: 0385 783266 
P.IVA: 02680690183
Iscrizione al RUI n. A000579191
Intermediario soggetto alla vigilanza dell’IVASS

Il ruolo della compagnia del vettore in caso di danno al trasportato, il punto sull’importante sentenza della Corte di Cassazione

MILANO – Il caso affrontato dalla Suprema Corte trae origine da un sinistro occorso tra due auto; nella prima viaggiavano quattro persone delle quali due, conducente e un trasportato, decedettero mentre i rimanenti due trasportati riportarono, in seguito all’incidente, delle lesioni. L’altro veicolo coinvolto invece, aveva a bordo il solo conducente, il quale risultò incolume dal sinistro. In ragione del fatto occorso, la compagnia del conducente rimasto incolume convenne in giudizio i danneggiati ex art. 140 Cod. Ass. mettendo a disposizione il massimale assicurativo, mentre i trasportati sopravvissuti così come gli eredi del deceduto citarono in giudizio la Compagnia del vettore, ai sensi dell’art. 141 Cod. Ass.
In primo grado la compagnia del conducente incolume venne condannata al risarcimento dei danneggiati in misura pari all’80% mentre, diversamente, la compagnia del vettore defunto venne condannata per il rimanente 20%.
In secondo grado la pronuncia venne modificata e, accertata l’integrale responsabilità nella causazione del sinistro in capo al conducente sopravvissuto, la Corte d’Appello condannò la compagnia del conducente incolume a risarcire tutti i danneggiati e, specularmente, la compagnia del vettore defunto venne condannata a risarcire i trasportati sopravvissuti e i congiunti del trasportato defunto.
Fronte alla complessa vicenda processuale sopra riassunta per sommi capi, la tematica che è stata devoluta alla Suprema Corte verte sull’interpretazione dell’art. 141 Cod.Ass., di concerto con il disposto di cui all’art. 140 Cod.Ass., al fine di comprendere se la compagnia del vettore sia tenuta a risarcire i trasportati anche qualora sia stato processualmente acclarato che il conducente-vettore non abbia avuto alcuna responsabilità nella causazione del sinistro.
Su questo piano si confrontano due paradigmi interpretativi dell’art. 141 cit.; secondo un primo orientamento la compagnia del vettore è sempre responsabile del risarcimento del trasportato salvo il caso fortuito inteso, quest’ultimo, come comprensivo di soli eventi naturali imprevedibili e non anche di condotte umane. Sulla base di questo orientamento si configura, in sostanza, una presunzione di responsabilità in capo alla compagnia del vettore, comunemente definita “no fault”; i sostenitori di tale impostazione, fanno espressamente leva sul passaggio dell’art. 141 Cod. Ass. in cui si prevede che l’indennizzo parrebbe operare “a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro”.
Secondo un contrapposto orientamento, invece, la categoria giuridica del caso fortuito sarebbe comprensiva anche delle condotte umane, con il che il vettore dovrebbe sempre avere una quota di responsabilità nel contesto del sinistro, perché la sua compagnia risulti obbligata a risarcire il trasportato. Specularmente a quanto osservato in merito al primo orientamento, in questo distinto contesto i sostenitori dell’esposta teoria fanno specifico riferimento al passaggio dell’art. 141 cod.ass. in cui si legge “salvo l’ipotesi di sinistro cagionato da caso fortuito”.
Si comprende dunque che le opposte paradigmatiche si contrappongono anche sul piano letterale della norma più volte citata, facendo specularmente leva su diversi passaggi e legittimando quindi l’insorgere di una questione circa la presunta contraddizione del dettato legislativo di cui all’art. 141 Cod. Ass..
I Giudici della Suprema Corte si sono pertanto trovati nella condizione di dover sciogliere l’alternativa costituita dai predetti orientamenti, dovendo quindi affrontare un duplice tema. L’avallo di uno piuttosto che dell’altro orientamento di cui sopra si è fatta menzione, passava, infatti, non solo per l’accezione con cui si intendeva accogliere il concetto di caso fortuito, ma anche l’inciso, riportato dalla norma dell’art. 141 Cod. Ass., secondo cui parrebbe che al di fuori del caso fortuito l’obbligo risarcitorio della Compagnia del vettore sussista “a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro”. Sul tema del caso fortuito la Corte di Cassazione ha aderito all’orientamento prevalente, secondo il quale il concetto in esame non esclude le condotte umane, comprendendo pertanto anche il comportamento del conducente di altro veicolo ed escludendo già di principio, per l’effetto, ogni tesi orientata all’oggettivizzazione della responsabilità della compagnia del vettore, ciò per creare un equo contemperamento degli interessi tra il trasportato e l’assicuratore del vettore.
Sottolinea la Corte di Cassazione che, laddove il “legislatore avesse inteso oggettivizzare la responsabilità dell’assicuratore del vettore, sarebbe stato logico – e più che mai per l’incipit sul caso fortuito – che l’inciso fosse stato: “a prescindere dall’accertamento della responsabilità del conducente””, invece è stata scelta una diversa formula.
L’inciso secondo cui, invece, l’obbligo risarcitorio della Compagnia del vettore sussiste “a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti” è stato inteso dalla Suprema Corte come prettamente valevole sotto il profilo processuale; in altri termini, nel momento in cui il caso fortuito è da ritenersi escluso nel caso concreto, “non emergendo che il legislatore abbia derogato all’ordinario paradigma dell’onere probatorio del caso fortuito, l’attore/trasportato non ha alcun onere di prova al riguardo, perché sarebbe altrimenti gravato di una prova negativa – cioè di provare che non esiste il caso fortuito per dimostrare che esiste la responsabilità del convenuto”.
Ne deriva quindi la massima secondo cui “l’art. 141 Cod. Ass., in conseguenza del riferimento al caso fortuito – nella giuridica accezione inclusiva di condotte umane – come limite all’obbligo risarcitorio dell’assicuratore del vettore verso il trasportato danneggiato nel sinistro, richiede che il vettore sia almeno corresponsabile del sinistro quale presupposto della condanna risarcitoria del suo assicuratore; una volta accertato l’an della responsabilità del vettore, non occorre accertare quale sia la misura di responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti, dovendo comunque l’assicuratore del vettore risarcire in toto il trasportato, salva eventuale rivalsa verso l’assicuratore di altro corresponsabile o di altri corresponsabili della causazione del sinistro”.
La massima in commento sintetizza quindi la ricostruzione interpretativa che la Suprema Corte ha reso in merito all’art. 141 Cod. Ass., precisando altresì che l’istituto della rivalsa sarà direttamente funzionale, in caso di responsabilità del vettore, a recuperare da parte dell’assicurazione di quest’ultimo, la quota di indennizzo versata e facente più diretto riferimento alla responsabilità del danneggiante corresponsabile.
Avv. Giovanni Nosengo

OGGETTO: Legge di bilancio per il 2020 ( l. 27/12/2019 n. 160) – Novità relative alla detraibilità del premio di assicurazione

La legge di bilancio per il 2020 ( l. 27/12/2019 n. 160), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2019 non consente più la detraibilità del 19% del premio di assicurazione, se rilevante ai fini della detrazione dalla imposta sul reddito delle persone fisiche, qualora il pagamento sia effettuato in contanti.

Ai fini della detraibilità del premio (art. 1 commi 679 – 680) è quindi necessario che il contraente:

  • effettui il pagamento tramite bonifico bancario o postale od altro sistema di pagamento tracciabile tra cui carte di debito, carte di credito,  carte di credito prepagate, assegni bancari, assegni circolari;
  • conservi la prova del pagamento unitamente alla copia della polizza e della quietanza.

Si ricorda inoltre che con la stessa legge di bilancio (art. 1 comma 629) è stato introdotto un ulteriore vincolo al calcolo dell’importo detraibile, come segue:

  • per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 Euro la detrazione del 19% spetta in misura proporzionale – commisurata al rapporto tra 240.000 Euro, diminuito del reddito complessivo e 120.000 Euro.
  • per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 240.000 Euro la detrazione del 19% è preclusa.

Precisazioni circa l’esposizione del contrassegno R.C.Auto

Siccome nonostante siano ormai passati vari anni dall’entrata in vigore del D.L. che eliminava l’obbligo di esporre sul veicolo il contrassegno di assicurazione che veniva consegnato all’assicurato unitamente al certificato di assicurazione, continuiamo a rilevare dubbi ed incertezze sulla materia, riteniamo di fare cosa gradita ai nostri clienti rendendo disponibile la circolare del Ministero dell’Interno che già a suo tempo faceva definitivamente chiarezza sull’argomento.

 

Le biciclette potranno circolare sulle corsie riservate ai bus, avranno linee di arresto agli incroci e saranno previsti portabiciclette sugli autobus

Le biciclette potranno circolare sulle strade adibite a servizi pubblici di trasporto, saranno previste strutture portabiciclette sugli autobus e verrà introdotta la linea di arresto prima degli incroci e dei semafori. "La linea di arresto avanzata, denominata ‘casa avanzata’, puo’ essere – si legge nel testo base – realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o eguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare".

Ed ancora: "si prevede che, al di fuori dei centri abitati, le ordinanze dell’ente proprietario della strada possano riservare a determinate categorie di veicoli, anche con guida di rotaie, o a veicoli destinati a determinati usi, non solo corsie, anche protette (come attualmente previsto), ma anche strade".

Aumento delle sanzioni per la sosta sugli spazi riservati ai disabili

L’inasprimento delle sanzioni riguarderà anche chi sosta sugli spazi riservati ai disabili o parcheggia sui marciapiedi.
E’ infatti previsto sia una aumento delle sanzioni amministrative che sostanzialmente raddoppieranno, passando infatti da un minimo di 161 € (a fronte degli 85 attuali) ad un massimo di 647 € (anziché i 334 di oggi) per le autovetture e dagli attuali 40-164 € a 80-328 € per i ciclomotori.
Per chi sosta sugli spazi destinati ai disabili è inoltre previsto un aumento della decurtazione dei punti (da due a quattro).
E’ infine prevista anche una decurtazione di 2 punti per la sosta su spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici.

Stangata per l’utilizzo di cellulari e smartphone mentre si è alla guida

Come annunciato in uno dei post precedenti, a partire da questo andremo più nello specifico delle principali modifiche che si prevedono al Codice della strada.

La novità principale tra quelle in discussione è senz’altro quella che riguarda il divieto per chi guida di usare "smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento della mani dal volante".
La svolta riguarda così soprattutto l’inasprimento delle sanzioni.
Per la prima violazione la sanzione amministrativa pecuniaria attualmente prevista (da 161 a 647 €) viene infatti innalzata ad una somma compresa tra i 422 ed i 1697 € e viene introdotta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 7 giorni a due mesi.

Nel caso in cui il trasgressore "compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio, viene introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 422 a euro 1697, che si aggiunge alla già prevista sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi". Viene raddoppiata pure la decurtazione dei punti patente (da 5 a 10 punti).

Quali sono le novità più importanti previste dalla riforma del Codice della strada?

Rimandando ad una serie di post che pubblicheremo nei prossimi giorni gli approfondimenti su ciascuno degli 11 articoli in cui è suddiviso il Testo unificato delle modifiche al Codice della strada, ecco un elenco delle principali novità contenute nel documento in questi giorni all’esame dei gruppi parlamentari:

  1. Stretta all’uso di cellulare e smartphone alla guida
  2. Aumento delle sanzioni per la sosta negli spazi riservati ai disabili
  3. Via libera ai 125 su autostrade e tangenziali
  4. Abolito l’obbligo di uso diurno delle luci di posizione e degli anabbaglianti.
  5. Capitolo “biciclette”
  6. Introduzione dei parcheggi ‘rosa’
  7. Possibilità di trasportare un accompagnatore sulle ambulanze
  8. Parcheggi gratis per le vetture dei disabili
  9. Nella segnaletica stradale arrivano i messaggi sociali e di sensibilizzazione.
  10. Nuove norme per dimostrare l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope
  11. Obbligo per gli enti locali di comunicare la destinazione dei proventi delle multe
  12. Validità del foglio rosa estesa da 6 a 12 mesi
  13. Modifica alla normativa relativa le sanzioni amministrative per i veicoli immatricolati all’estero
  14. Il giallo al semaforo durerà almeno 5 secondi
  15. Anche ciclomotori e macchine agricole diventano veicoli d’epoca
  16. Modifica dei requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali
  17. Per i veicoli a quattro ruote destinati al trasporto di merci si introducono sistemi per la guida assistita.
  18. I veicoli della Croce rossa, della protezione civile e quelli delle associazioni di volontariato a carattere nazionale non pagheranno più i pedaggi autostradali
  19. Stretta sulla circolazione di veicoli eccezionali
  20. Non verranno più comunicate le variazioni di punti sulla patente
  21. Modifica degli obblighi del proprietario in caso di mancata identificazione del conducente responsabile di una violazione
  22. Casi in cui non è necessaria la contestazione immediata delle violazioni al codice della strada

 

Arrivano tempi duri per i trasgressori del codice della strada; cosa prevede la riforma targata Lega-M5S?

Siccome le novità contenute nella proposta di Testo unificato di modifiche al Codice della strada concordate tra M5S e lega ed inviato dalla commissione Trasporti della Camera ai gruppi parlamentari la scorsa settimana, se approvate, avranno un significativo impatto sulla vita di tutti noi, abbiamo deciso di riassumerle ad uso dei nostri Clienti e di seguirne l’iter parlamentare.

Sembra infatti che questa volta, dopo il gran parlare fatto anche in questi ultimi mesi (ricorderete certamente le esternazioni dei nostri politici sull’innalzamento a 150 km/h del limite di velocità in autostrada o sul divieto di fumare mentre si è alla guida!), si siano create tutte le condizioni per modificare una legge che risale al 1992.

Già prima di Pasqua il Comitato ristretto della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati dovrebbe infatti produrre il testo base della nuova legge che, una volta inviato a tutti i gruppi parlamentari, approderà nel mese di maggio nell’Aula di Montecitorio, mentre dalla Commissione Trasporti della Camera dovrebbe a breve giungere la legge delega del governo per una semplificazione delle norme.

Seguite quindi attentamente i post pubblicati nella sezione News del nostro sito se volete essere puntualmente informati in merito. Stay tuned!

Per i giudici europei tutti i veicoli immatricolati e idonei alla circolazione sono soggetti all’obbligo assicurativo

L’obbligo di assicurare i veicoli di proprietà regolarmente immatricolati e idonei a circolare vale anche se il proprietario non ha più intenzione di porli in circolazione e li parcheggi in un’area privata. La Corte di Giustizia europea (sentenza del 4 settembre 2018 C- 80/17) in seduta plenaria (la Corte si riunisce in grande sezione quando lo richiede uno Stato membro o un’istituzione parte della causa, nonché per trattare cause particolarmente complesse o importanti) ha affermato due rilevanti principi:
1) è obbligatoria la copertura assicurativa del veicolo immatricolato e idoneo a circolare che stazioni su un’area privata, per sola scelta del suo proprietario, che non ha più intenzione di guidarlo;
2) nel caso in cui tale veicolo sia posto in circolazione e causi un incidente il Fondo vittime della strada può agire in regresso anche nei confronti del proprietario del veicolo.
Il caso: la proprietaria di un autoveicolo immatricolato in Portogallo, avendo cessato di guidarlo per problemi di salute, lo aveva parcheggiato nel cortile di casa senza tuttavia avviare le pratiche di ritiro ufficiale dello stesso dalla circolazione e senza stipulare alcuna polizza di responsabilità civile. Il figlio, però, lo poneva in circolazione, senza l’autorizzazione della madre e a sua insaputa, e uscito di strada, provocava il decesso del conducente nonché di altre due persone che si trovavano a bordo del veicolo come passeggeri. Gli aventi causa dei passeggeri del veicolo ottenevano il ristoro per i danni derivanti dall’incidente dal Fondo vittime della strada, che poi conveniva in giudizio la proprietaria per rivalersi nei suoi confronti delle somme sborsate.
La sentenza: sebbene la decisione della Corte sia vincolante per il solo giudice portoghese che l’ha richiesta, il quale potrà disapplicare la norma interna (simile a quella italiana in materia) che contrasta con l’interpretazione data dalla Corte europea al diritto dell’Unione (nel caso di specie contenuto nelle Dir. 72/166/CEE, 84/5/CEE e 2005/14/CE), nel risolvere il caso concreto, avrà delle ripercussioni anche sul sistema italiano (è da supporre, ad esempio, che la decisione possa spingere le compagnie a riscrivere la disciplina della "sospensione" della copertura Rcauto).
Avv. Pasquale Santoro
per SNAchannel

 

Le nuove tecnologie in dotazione alle forze dell’ordine permettono di ridurre il numero di autovetture non in regola con l’assicurazione

«Le nuove tecnologie di cui sono dotate le forze dell’ordine – spiega il presidente provinciale dello Sna (Sindacato nazionale agenti di assicurazione) Elena Dragoni (foto) – hanno permesso di ridurre il numero di autovetture non in regola con l’assicurazione. Che, tuttavia, restano sempre troppe». Il danno è su più fronti: «Fiscale – continua Dragoni – perché chi non paga l’assicurazione evade il fisco, una parte del premio infatti va allo Stato, e sociale, dal momento che chi guida una vettura non assicurata rischia di vedersi sequestrare il veicolo e di rispondere, in caso di incidente, dei danni provocati alle persone e alle cose». La vera vittima è chi rimane coinvolto in un incidente causato da un automobilista alla guida di una vettura non in regola con l’assicurazione. «Ottenere un indennizzo è molto più lungo e complicato», conclude Dragoni.

 

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